L’olio in cucina Possiamo affermare che nella nostra cucina è consigliabile l'utilizzo “esclusivo” di olio extravergine di oliva, possibilmente di diverse varietà e intensità, al fine di utilizzarlo al meglio in abbinamento e rifinitura dei nostri piatti e avvantaggiarci allo stesso tempo delle ottime proprietà salutari. Per la cottura, la frittura e la panificazione invece è possibile utilizzare un olio vergine o lampante in quanto certe caratteristiche organolettiche con il calore andrebbero comunque perse, ma la consistenza e la resistenza di questo grasso vegetale permangono restituendo una cottura più salutare. Nel nostro paese abbiamo la fortuna di avere centinaia di varietà di olive che a seconda del terreno di coltivazione, del clima possono offrirci una varietà di profumi e sapori unici al mondo. Un numero eccezionale di piccoli e medi produttori, nel nome della tradizione, della passione e dell'etica professionale producono oli di altissima qualità. Un’ eccellenza che il mercato conosce e che, “tradendo” il consumatore, propone sugli scaffali oli di bassa qualità, provenienti da altri paesi con denominazioni civetta e prezzi molto invitanti, ma irreali rispetto al effettivo costo di produzione, creando condizioni di non competitività per chi opera onestamente, rispettoso del lavoro e della salvaguardia del territorio. Io consiglio personalmente di approfittare di questa meravigliosa offerta d'eccellenza e spendere qualche euro in più nell'acquisto, ma garantire la qualità sulla nostra tavola sostenendo oltretutto un mercato che altrimenti sarebbe destinato a soccombere sotto il peso delle multinazionali dell'olio di bassa qualità, a discapito della nostra salute e del nostro sistema economico.

 

Testo a cura di Paolo Fasolo e Antonino De Maria