Oliveto Pejrone

 
L'olivo è particolarmente sensibile alle basse temperature: periodi prolungati al di sotto dei -10°C possono provocare, durante l’inverno, danni irreparabili. In annate normali può sopportare nelle zone settentrionali temperature invernali di –5 –6 °C. Al di sotto iniziano i danni (il primo sintomo è dato dal distacco delle foglie); tuttavia, anche quando la parte aerea viene distrutta, gli ovuli del ciocco, che è sotterraneo, originano polloni che serviranno per la ricostituzione della parte aerea. A volte, nei climi settentrionali, sono più dannose le gelate primaverili che riducono o annullano la produzione. La temperatura esercita una influenza decisiva sulla regolazione di numerosi processi fisiologici quali: la traspirazione, la respirazione, la fotosintesi, l'attività enzimatica, la formazione e la degradazione dei diversi composti presenti nel frutto (acidi grassi, polifenoli, clorofilla, ecc.), la divisione e la distensione cellulare. La temperatura agisce perciò sulla crescita vegetativa, sulla differenziazione morfologica dei vari organi della pianta (gemme, fiori), sull'allegagione e maturazione dei frutti, in sostanza, sulla capacità produttiva della pianta.

Scelta del sito di impianto

In Piemonte è indispensabile coltivare in ambiente collinare con esposizione a sud per poter usufruire del maggior numero di ore di sole. La zona è bene che sia riparata dai venti, poiché soprattutto in primavera essi possono arrecare seri danni alla pianta. L’olivo ha una struttura anatomica e morfologica caratteristica delle piante dei climi aridi e teme perciò l’umidità eccessiva del terreno e dell’aria. Se il terreno è troppo umido, la pianta sviluppa radici molto superficiali, però se l’eccesso di umidità persiste la pianta può morire. In casi di ristagno idrico nell’appezzamento è indispensabile, prima dell’impianto, predisporre una rete di drenaggio superficiale (almeno 80 cm) per evitare lo sviluppo di funghi o batteri radicali che provocano marciumi al colletto e verticillosi o nei casi più gravi anche la morte per asfissia della pianta. Anche semplici scoline possono essere utili per l’allontanamento dell’acqua in eccesso quando il fenomeno è di modeste dimensioni.

Il freddo e l'umidità risultano essere fattori limitanti per la buona coltivazione dell'olivo.

La galaverna è un fenomeno assai problematico perchè causa defogliazioni e in alcuni casi morte della pianta. E' molto bello da vedere perchè si formano dei cristalli di ghiaccio a forma di aghi o scaglie sopra foglie e rami. Si verifica quando vi è la concomitanza di due condizioni climatiche: elevata umidità dell'aria e temperature al di sotto degli 0°C.

In Piemonte è frequente il verificarsi di queste condizioni e pertanto è sempre meglio far in modo che la pianta, al verificarsi della galaverna, abbia pochi rami nuovi e quindi più sensibili al freddo. Per fare ciò è indispensabile scegliere bene l'ambiente di coltivazione (ambiente collinare ed esposizione sud) oltre che gestire al meglio la concimazione.

In caso di prolungati periodi con presenza di ghiaccio sulle foglie è indispensabile verificare prima possibile il danno ai tessuti (lesioni sui rami, defogliazioni, imbrunimenti, filloptosi ecc...) e aiutare la pianta con le giuste concimazioni e potature.