La migliore varietà è quella che si adatta meglio al mio campo

Non esiste una varietà migliore, ma semplicemente esistono piante che si adattano meglio al mio terreno e alle mie esigenze.

Esistono moltissime cultivar di olivo e inoltre in ogni regione esistono numerosi sinonimi per indicarne la stessa e questo genera difficoltà nella corretta identificazione. In molti casi si parla di ecotipi della stessa cultivar dovuti a cloni con qualche differenza dovuta all’ambiente di coltivazione o a piccole variazioni geniche.

Si stima ci siano circa 2600 cultivar, compresi cloni e subcloni (Rugini e Lavee, 1992) mentre più recenti studi indicano l’esistenza di 1300 cultivar per le quali esisterebbero oltre 3000 sinonimi (Bartolini et al 1994, 1998, 1999).

In Italia sono state descritte oltre 500 cultivar grazie al lavoro svolto dal CNR toscano prendendo in esame le caratteristiche morfologiche di foglia, frutto, nocciolo e habitus vegetativo.

In Piemonte, grazie anche al lavoro svolto insieme alla Facoltà di Agraria sono state testate molto varietà e ad oggi proseguono gli approfondimenti per identificare le varietà che meglio si adattano alle nostre condizioni climatiche.

Ad oggi proseguono i lavori di ricerca in tre campi sperimentali Verzuolo (CN), Lesa (NO)e Tonengo (AT) dove si possono eseguire valutazioni in merito alla resistenza al freddo, alla produttività e alla qualità dell’olio.

Le varietà ad oggi testate in Piemonte sono:

 

 

Ascolana tenera: varietà da mensa, vigorosa con portamento assurgente. Fioritura tardiva con alta percentuali di aborti fiorali. Autoincompatibile. Il frutto è grosso con rapporto polpa/nocciolo pari a 6. E’ considerata un buon indicatore biologico in quanto molto sensibile agli attacchi della mosca dell’olivo e dell’occhio di pavone

 

 

bianchera

 

 

Bianchera: originaria della Venezia Giulia è molto diffusa nella provincia di Trieste e nel territorio di Capodistria (Slovenia). Pianta vigorosa, autocompatibile. Resiste molto bene al freddo. L'epoca di maturazione è tardiva e scalare. Il contenuto in olio è elevato ed è particolarmente pregiato in quanto ricchissimo in polifenoli.

 

 

 

borgiona

 

Borgiona: originaria della Valle del Tevere (Umbria Toscana), ha vigore debole e portamento espanso-pendulo. Autoincompatibile, entra precocemente in produzione. La fioritura e' abbastanza anticipata; la produzione e‘ elevata e costante anche fuori dal suo areale di coltura. La maturazione dei frutti e' di media precocità e contemporanea. La resa al frantoio risulta mediamente elevata e l'olio e' apprezzato per le caratteristiche organolettiche.

 

 

carolea

 

Carolea: di orgine calabrese, varietà a drupa grossa. Molto sensibile all'occhio di pavone e alla rogna e attaccata precocemente dalla mosca olearia. Le produzioni sono abbondanti ma alternanti. Assolutamente da evitare nei terreni molto umidi.

 

 

 

casaliva

 

 

Casaliva: varietà molto diffusa sul Lago di Garda, di elevata vigoria con rami fruttiferi penduli. Frutti piccoli e di forma ovale. Molto produttiva e con ottima resa in olio (nelle aree di origine arriva al 20% di resa). Varietà molto sensibile alla rogna.

 

 

CORATINA

 

 

Coratina: di origine pugliese anche se diffusa sporadicamente in tutta Italia. Portamento assurgente, produce molto succhioni durante l'annata. Buona resa in olio anche se ha una maturazione tardiva in Nord Italia. Per questo motivo le drupe rimangono molto compatte e difficilmente vengono attaccate dalla mosca olearia. L'olio è molto ricco in polifenoli e pertanto è molto fruttato con forte presenza di amaro e piccante.

 

 

FRANTOIO

 

 

Frantoio: pianta di media vigoria; autocompatibile. Produzione costante e frutto con medio contenuto in olio. Maturazione scalare e tardiva. L’olio ha qualità ottima ed è dotato di buon corpo centrale, molto fruttato e profumato, particolarmente aromatico e capace di conservare una buona freschezza nel tempo.

 


 ITRANA

 

Itrana: chiamata anche oliva di Gaeta è diffusa sopratutto in provincia di Latina. Pianta di media vigoria e assurgente. Notevole aborto ovarico con infiorescenze molto compatte. Maturazione dei frutti scalare e tardiva con una resa in olio nelle aree di origine intorno al 18%. Varietà utilizzabile anche da mensa grazie alla dimensione dei frutti. Molto sensibile all'occhio di pavone, alla mosca e a problemi funginei sul frutto.

 

 

 

 LECCINO

 

Leccino: albero vigoroso a portamento espanso. Frutto di grandezza media, utilizzato anche come oliva da mensa. Molto produttiva e costante a maturazione precoce. Si adatta a diversi ambienti; resistente a freddo; sensibile agli attacchi della mosca, a occhio di pavone, carie e rogna. Contenuto in olio medio, di buona qualità: fruttato delicato all’olfatto.

 

 

LECCIO DEL CORNO

 

Leccio del corno: elevata vigoria, chioma molto folta. È autoincompatbile ed mostra una ottima resistenza al freddo. Produzione elevata e costante, maturazione tardiva. Dimensioni del frutto e resa in olio medie. Olio ricco in polifenoli e tocoferoli; ha colore verde intenso, con sensazione olfattiva di erbe officinali.

 

 

 

maurino

 

 

Maurino: molto diffusa in Toscana e in modo omogeneo in tutta Italia. Elevata capacità impollinatrice e per questo molto presente anche in Piemonte. Foglie lanceolate verdi scuso con portamento cespuglioso. Drupe piccole e con buona resa in olio. Le drupe risultano facilmente staccabili a maturazione.

 

 

 

 MORAIOLO

Moraiolo: varietà di media vigoria e chioma molto folta. Frutti di piccole dimensioni e di difficile stacco. Olio di buona qualità e con notevoli note di amaro grazie al'elevata presenza di polifenoli.

 

 

 

 

nocellara

 

 

Nocellara del Belice: di origine siciliana ma ben si adatta ad alcuni ambienti piemontesi. Varietà a duplice attitudine. Frutto grosso. Olio di pregio caratterizzato da un sentore amaro e dal colore verde con riflessi dorati. Si adatta bene a svariati ambienti pedoclimatici, è sensibile alla verticillosi, all'occhio di pavone, al mal del piombo e alla rogna. I frutti resistono alla mosca.

 

 

brisighella

 

 

Nostrana di Brisighella: Varietà originaria dell’Emilia Romagna è diffusa esclusivamente nella valle del Senio e del Lamone è poco vigorosa con portamento assurgente e chioma folta. La produttività è media. Autocompatibile. La maturazione è tardiva e leggermente scalare. I frutti sono grandi e danno olio eccellente. La resistenza al freddo ed ai parassiti più comuni è buona.

 

 

pendolino

 

Pendolino: media vigoria con portamento espanso. È autocompatbile, ha fioritura precoce e di lunga durata. Produzione elevata e costante. Olive di piccole dimensioni a maturazione precoce e contemporanea. La resa in olio, particolarmente dolce e delicato, è elevata. Si adatta ai diversi ambienti ed è utilizzato come impollinatore.

 

 

 

picholine

 

 

Picholine: di origine francesce, coltivata in Provenza e molto diffusa nei territori di Gard, Bocche del Rodano,Var, Hérault, Aude, Ardèche, Valchiusa ed in Corsica. Di precoce entrata in produzione, autoincompatibile. È una varietà a duplice attitudine poiché il nocciolo è di piccole dimensioni, L’olio non si estrae facilmente, ha resa media ma qualità eccellente.

 

 

san agostino

 

Sant’Agostino: pianta a portamento assurgente ed espanso. Frutto di notevole dimensione e per questo utilizzato da mensa. Di precoce maturazione risulta molto attaccata dalla mosca olearia e dall'occhio di pavone.

 

 

 

 

 

taggiasca

 

Taggiasca: diffusa in tutta la Liguria, rappresenta il 90% delle piante coltivate in provincia di Imperia. Raggiunge notevoli dimensioni con rami penduli e chioma molto espansa. Anche se le drupe sono di piccole dimensioni viene utilizzata anche da mensa grazie alla facilità di preparazione in salamoia.

 

 

 

 

Scelta delle cultivar

Deve essere fatta in considerazione della:

  • adattabilità alla località scelta;
  • presenza nei fiori di autocompatibilità o autoincompatibilità;
  • consociazione con cultivar impollinatici, scegliendo quelle che possono incrementare di più la allegagione.

Di norma negli impianti si dovrebbero impiegare non meno di 3-4 cultivar interfertili; le piante impollinatici devono essere il 10-15% di quella principale.

La scelta inoltre è legata alla produttività, alla precocità e contemporaneità di maturazione, alla resa in olio e alla facilità di raccolta (olive che si staccano facilmente a maturazione).

Occorre essere prudenti quando si introducono cultivar da altre zone perché potrebbero non adattarsi alle nuove condizioni microclimatiche, pedologiche e biologiche. Per quanto riguarda le condizioni biologiche sono molto importanti quelle concernenti la contemporaneità di fioritura fra le cultivar consociate. Le cultivar, a seconda della destinazione del prodotto, si suddividono in cultivar da olio, da mensa e a duplice attitudine; nelle tabelle seguenti vengono indicate quelle che, per esperienza personale, o per indicazioni bibliografiche, sono consigliabili nel territorio piemontese. Alcune di queste cultivar, es. Leccino, sono molto diffuse nel territorio e hanno confermato la buona resistenza al freddo anche se dalle analisi chimiche, eseguite sull’olio, si sia evidenziato un basso contenuto in polifenoli (composti antiossidanti) e di conseguenza una bassa stabilità nel tempo. Inoltre sono in osservazione altre cultivar che, si suppone, siano adattabili e pertanto sono state inserite nel progetto regionale in cui la Facoltà di Agraria dell’Università di Torino cura gli aspetti scientifici.

Quindi nella scelta varietale è necessario considerare non solo la resistenza al freddo della pianta ma anche la produzione di oli con caratteristiche qualitative buone: bassa acidità, contenuto elevato di polifenoli ecc...

 Cultivar da mensa

Varietà

Drupa

Specie

Impollinatori

Resistenza

Sensibilità

Ascolana tenera

Grande

Autosterile

Frantoio Leccino Pendolino

Basse temperature, Rogna, Cicloconio, Fumaggine

Carie, Tignola Mosca

S.Agostino

Grande

Autosterile

Bella di Cerignola, Coratina, Moraiolo, Termite di Bitetto

Cicloconio

Basse temperature, Rogna, Fumaggine, Mosca, Tignola, Verticilliosi

 Cultivar da olio

Varietà

Drupa

Specie

Impollinatori

Resistenza

Sensibilità

Bianchera

Media

Autofertile

Cicloconio, rogna

Tignola mosca

Carboncella

Media

Autosterile

Pendolino

Media al freddo

Carolea

Grande

Autofertile per alcuni, autosterile per altri

Nocellara messinese, Ottobrattica

Avversità climatiche e Siccità

Cicloconio, Tignola, Mosca

Coratina

Grande

Autosterile

Frantoio, Leccino, Moraiolo.

Basse temperature, Tignola, Rogna, Cicloconio, Verticillosi

Mosca

Correggiolo

Piccole

Autofertile

Basse temperature

Sinonimo di frantoio???

Leccio del corno

Medie

Autosterile

Pendolino Frantoio

Basse temperature Cicloconio

Frantoio

Piccola

Autofertile

Basse temperature

Alcuni testi non la danno resistente

Alte temperature, Siccità, Cicloconio, Mosca

Maurino

Piccola

Autosterile

Frantoio, Pendolino

Freddo e cicloconio

Moraiolo

Media

Autosterile

Frantoio, Pendolino

Basse temperature, Siccità, Vento, Rogna, Carie

Cicloconio, Mosca

Pendolino

Media

Autosterile

Leccino, Frantoio, Moraiolo

Basse temperature, Rogna, Fleotribo, Cicloconio, Fumaggine

                       

 Cultivar a duplice attitudine

Varietà

Drupa

Specie

Impollinatori

Resistenza

Sensibilità

Borgiona

Grande

Autofertile

Basse temperature

Leccino

Medio-piccola

Autosterile

Frantoio, Morchiaio, Pendolino

Mediamente alla mosca

Gelate tardive, Rogna, Cicloconio, usaggine, Carie, Verticilliosi

Nocellara del Belice

Medio Grande

Autosterile

Giarraffa, Pendolino

Rogna, Cicloconio

Nostrana di Brisighella

Grande

Parzialmente autocompatibile

Buona resistenza al freddo

Picholine

Grande

Autosterile

Ascolana,

Coratina, Leccino,

  1. Agostino

Basse temperature, Cicloconio, mediamente alla mosca

Tripide, Tignola

Tonda Iblea

Medio grande

Autosterile

Moresca, Calatina

Rogna, cicloconio

Rimane fermo il principio per cui una cultivar se pur viene indicata come resistente non è detto che si comporti allo stesso modo nelle differenti situazioni. Prendiamo ad esempio la cultivar Frantoio, che indicata come resistente; in alcune zone si è dimostrata sensibile al freddo invernale, per cui si sono manifestate bronzature. Questo è conseguenza di una esposizione non adatta, oppure ad una concimazione azotata troppo tardiva che ha fatto prolungare il periodo vegetativo. In definitiva, per ogni zona d’impianto si consiglia di valutare bene la scelta delle cultivar anche perché una volta messe a dimora devono permanerci per moltissimi anni. Quindi si deve individuare il periodo più critico per il freddo e cercare di portare la pianta “preparata” a sopportarlo.