Occhio di pavone (Spilocea oleagina )

Si può considerare la crittogama più pericolosa per l’olivo è piuttosto diffusa nelle aree del centro nord, ma anche nel centro sud causa danni in determinate condizioni microclimatiche e su certe cultivar. Le temperature estreme di diffusione del fungo sono inferiori a 2°C e superiore a 30°C. Anche il grado di umidità è importante perché quando è elevata il fungo si insedia nella pagina superiore attraverso la cuticola. Inizialmente, sulla pagina superiore delle foglie colpite compaiono delle macchioline brunastre del diametro di pochi millimetri che, a sviluppo ul­timato, possono raggiungere anche 10-12 mm di diametro, quando la macchia acquista colore grigio al centro, circondata da un alone bruno scuro all’interno di una cerchiatura gialla che ricorda le maculature tipi­che della coda del pavone. Le foglie così colpite sono destinate a cadere a seguito di alterazioni metaboliche. Il fungo in casi di particolare virulenza può attaccare anche i giovani rametti ed i frutti in prossimità della matu­razione; i frutti attaccati presentano tacche brunastre, depresse, di pochi millimetri di diametro e sono soggetti a cadere precocemente. Quando l’attacco sulla pianta è forte la defogliazione in primavera risulta partico­larmente accentuata con gravi conseguenze sulla produzione dell’anno e con difficoltà di differenziamento a fiore nell’anno successivo. Il fungo si conserva nelle foglie malate sia cadute a terra sia rimaste sulla pianta. La presenza del fungo può essere rilevata sin dai primi stadi di sviluppo at­traverso un metodo di diagnosi precoce. immergendo un campione di foglie in una soluzione al 5% di idrossido di sodio o di potas­sio (NaOH soda ) per 2-4 minuti a temperatura ambiente per fo­glie giovani o a 55-60° C per foglie vecchie.

Marciume radicale (Armillaria mellea, Rosellinia necatrix)

Il parassita più comune è l’Armillaria che provoca marciume al colletto e alle radici, che va sotto il nome di marciume fibroso anche se esistono altri funghi che causano marciumi di questo tipo. La malattia si manifesta con disseccamento delle parti aeree, se si toglie alla base della pianta una porzione di corteccia si evidenzia una parte biancastra e si avverte un forte odore di fungo. Questi funghi si sviluppano maggiormente in caso di ristagni idrici del terreno, o dopo eccessiva concimazione con letame soprattutto se sistemato molto vicino al colletto della pianta.

Altri attacchi di funghi si sono manifestati al sud su Frantoio e Coratina e causano restringimento del colletto e successivo sviluppo dei germogli sottostanti; tuttavia ancora non è stato possibile individuare le cause. Si pensa all’azione di alcune tracheomicosi che bloccano il flusso di sostanze nutritive. Tuttavia compaiono solo in piante giovani e nella maggior parte dei casi basta effettuare un’energica potatura. Per quanto riguarda i vivaio devono usare substrati esenti da questa patologie.